L'Unione Europea compie un passo decisivo verso l'adozione di un quadro normativo dedicato alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), note a livello scientifico come Nuove Tecniche Genomiche (NGT). Dopo mesi di negoziati e un lungo periodo di stallo istituzionale, Parlamento e Consiglio UE hanno annunciato un accordo politico che permetterà l'applicazione di queste tecnologie in diversi settori agricoli.
Le tecniche di evoluzione assistita sono già oggetto di sperimentazioni mirate in diversi comparti strategici dell'agricoltura, dalla viticoltura alla frutticoltura, fino alle colture estensive come pomodoro, melanzana, frumento, orzo e riso, con l'obiettivo di ottenere varietà più resilienti e capaci di esprimere appieno le caratteristiche qualitative.
Anche se sarà necessario attendere la conclusione dell'iter normativo, con la conferma formale da parte delle due istituzioni (Parlamento Europeo e Consiglio UE), il passo compiuto delinea chiaramente la direzione: permettere lo sviluppo e l'immissione in commercio di nuove varietà vegetali ottenute tramite tecniche di genome editing avanzato, riconoscendone la differenza rispetto agli OGM tradizionali (per cui non dovranno essere etichettate come "OGM").
Prima di entrare nel merito delle misure al vaglio dell'Unione Europea, è utile chiarire quali sono le differenze fondamentali tra gli OGM e le Nuove Tecniche Genomiche (NGT di categoria 1 e 2).
Le differenze tra OGM e NGT
Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono piante, animali o microrganismi il cui DNA viene alterato inserendo materiale genetico proveniente da un'altra specie. Questo processo, noto come transgenesi, rientra nelle tecniche tradizionali di ingegneria genetica e, all'interno dell'Unione Europea, è disciplinato da un quadro molto rigido: valutazioni approfondite del rischio, autorizzazioni preventive, obblighi di tracciabilità e un'etichettatura specifica per i prodotti ottenuti con queste tecnologie.
Le Nuove Tecniche Genomiche (NGT), definite anche Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), seguono invece un approccio diverso. Intervengono sul genoma della pianta con maggiore precisione, senza introdurre geni estranei, e riproducono mutazioni che potrebbero verificarsi anche in natura. Rientrano in questa categoria strumenti come la mutagenesi mirata, il genome editing e la cisgenesi, che consentono modifiche mirate del DNA mantenendo inalterata l'identità genetica della specie di origine.
NGT-1 e NGT-2: la classificazione prevista dall'accordo europeo
Il nuovo impianto normativo europeo introduce una distinzione netta tra due gruppi di piante ottenute tramite NGT, differenziandole in base alla natura e all'estensione delle modifiche genetiche.
NGT di categoria 1
Le NGT di categoria 1 comprendono le varietà in cui gli interventi sul genoma riproducono cambiamenti che potrebbero avvenire spontaneamente in natura o essere ottenuti con le tecniche di selezione tradizionale. In questi casi non viene inserito DNA proveniente da altre specie e le modifiche restano limitate, circoscritte e coerenti con i processi naturali della pianta.
Per questa categoria, l'Unione Europea ha previsto un percorso autorizzativo semplificato: non si applicheranno le procedure stringenti riservate agli OGM, né sarà richiesta un'etichettatura specifica per il prodotto finale. L'unico obbligo previsto riguarda le sementi e il materiale riproduttivo, che dovranno riportare l'indicazione dell'impiego di NGT nella loro produzione.
Le piante classificate come NGT-1 sono pensate per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici (ad esempio tolleranza alla siccità, resistenza alle piogge estreme) e adattamento alle fitopatie emergenti, con la prospettiva di ridurre l'uso di pesticidi e fertilizzanti. Il testo europeo affronta inoltre i temi legati alla proprietà intellettuale e alla gestione dei brevetti, con l'obiettivo di valorizzare l'innovazione senza concentrare i diritti tecnologici nelle mani di pochi operatori e garantendo un accesso equilibrato a ricercatori, produttori e agricoltori.
NGT di categoria 2
Rientrano nella categoria 2 tutte le piante ottenute con tecniche di evoluzione assistita che introducono modifiche più ampie o non riconducibili a quelle generabili spontaneamente (che quindi non sarebbero possibili come risultato dell'evoluzione e selezione naturale). In questo caso continuerà a valere l'attuale legislazione sugli organismi geneticamente modificati, quindi valutazione approfondita del rischio, autorizzazione preventiva all'immissione in commercio, piena tracciabilità ed etichettatura come OGM.
Per rendere più immediata la distinzione tra OGM e le due categorie di NGT considerate nel nuovo accordo europeo, riportiamo di seguito una tabella comparativa che sintetizza le principali differenze.
| Caratteristica | OGM (transgenici) | NGT Categoria 1 (NGT-1) | NGT Categoria 2 (NGT-2) |
|---|---|---|---|
| Come vengono ottenuti | Introduzione di DNA estraneo (transgenesi) | Modifiche puntuali del genoma senza DNA estraneo; mutazioni equivalenti a quelle naturali | Editing genetico più complesso, con modifiche non ottenibili spontaneamente |
| Equivalenza con piante naturali | No | Sì, entro limiti precisi | No |
| Normativa applicata | Regole OGM complete | Procedura semplificata, non equiparata agli OGM | Regolamentazione OGM standard |
| Etichettatura | Etichetta obbligatoria "OGM" | Senza etichetta OGM (solo sulle sementi etichetta NGT) | Etichetta OGM obbligatoria |
L'accordo raggiunto dall'Unione Europea apre una fase di transizione e sarà la definizione delle regole finali a stabilire in che modo le NGT troveranno spazio nei modelli produttivi europei.
Sicurezza e tracciabilità
Per le NGT di categoria 1 è prevista una verifica tecnica preliminare: le autorità competenti devono accertare che le modifiche genetiche rientrino nei limiti rigidi previsti per questa categoria (ad esempio un numero massimo di inserzioni/delezioni moderate e senza DNA estraneo) e che non siano state introdotte caratteristiche escluse (come tolleranza agli erbicidi o effetti insetticidi). Solo dopo questo controllo la pianta potrà essere immessa sul mercato, garantendo così che la sua sicurezza per ambiente e consumatori sia compatibile con quella delle varietà convenzionali.
Ad oggi, la comunità scientifica internazionale considera le NGT - in particolare le tecniche di genome editing mirato come CRISPR - sicure quanto le tecniche di miglioramento genetico tradizionali, quando le modifiche introdotte rientrano nel perimetro delle NGT-1 (cioè mutazioni che potrebbero avvenire naturalmente). Numerose istituzioni academiche e scientifiche europee hanno più volte ribadito che gli interventi mirati senza introduzione di DNA estraneo non aumentano il rischio per l'ambiente o per i consumatori rispetto alle varietà convenzionali.
Inoltre, le varietà NGT-1 dovranno essere registrate in un database pubblico e il materiale riproduttivo (sementi) etichettato come generato con NGT, per garantire trasparenza e tracciabilità. Questa registrazione consentirà a ricercatori, agricoltori e operatori della filiera di conoscere l'origine delle varietà impiegate e monitorarne la diffusione, assicurando un maggiore controllo su tutta la catena di produzione.