Le vendite di vino italiano raggiungono un importante risultato nel primo semestre 2021. Le importazioni dai mercati esteri più influenti, ossia i 12 Paese considerati "Top Buyer", hanno favorito una crescita delle vendite del 7,1% (rispetto al primo semestre dell'anno precedente).
Complici sicuramente l'effetto delle riaperture post emergenza Covid e il fenomeno del "Revenge Spending" (traducibile come "spesa di rivalsa"), che si verifica quasi sempre dopo un periodo, più o meno lungo, di crisi economica. Questi fattori hanno inciso di gran lunga sulla notevole crescita delle vendite, soprattutto se paragoniamo i dati attuali con quelli registrati prima dell'avvento del covid. Infatti, i numeri raccolti e pubblicati nell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, indicano un aumento delle vendite (+6,8%) anche rispetto al 2019, anno in cui la pandemia era ancora molto lontana.
Il documento stilato in occasione della "Vinitaly Special Edition" (che si svolgerà a Veronafiere dal 17 al 19 ottobre), vuole quindi focalizzare l'attenzione sull'andamento ottimistico del mercato del vino italiano:
Lo scatto di questo primo semestre rappresenta il trend di incremento più netto registrato negli ultimi anni, e soprattutto controbilancia con gli interessi lo stop forzato del 2020.
I dati del 2021: i principali mercati per il vino italiano
I vini italiani, rispetto all'anno 2020, superano le aspettative di vendita soprattutto in Cina (+36,8%), in Russia (+29,4%), Germania (+9,3%) e Canada (+2,5%). Le richieste da parte del mercato statunitense, invece, sono leggermente sotto la media (+1% rispetto al 2020), mentre i dati sono molto più incoraggianti se paragonati all'anno 2019 (+6%).
Vediamo ora quali sono i prodotti più richiesti dai mercati esteri. I vini fermi italiani registrano una crescita del 6,9% con un aumento del prezzo medio del 5,9%. Anche le importazioni dei vini spumante (Sparkling) sono aumentate dell'11,1%, con una diminuzione del prezzo medio del 4,8%.
La crescita dell'export dei vini italiani fa ben sperare in una definitiva ripresa del settore vitivinicolo. A confermarlo il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani:
Il settore è uscito, si spera definitivamente, da una crisi senza precedenti grazie ai fondamentali dei suoi operatori, alla loro organizzazione commerciale e alla forza del brand tricolore.
I dati raccolti e analizzati da Nomisma-Wine Monitor sono indicativi di quanto il fenomeno del "Revenge Spending" post lockdown abbia inciso su questo incremento a vantaggio di prodotti di livello medio-alto. Anche il direttore Giovanni Mantovani riconosce il ruolo fondamentale di questo fenomeno economico e le opportunità di rilancio del vino italiano nel mondo:
Oggi, in particolare con i nostri vini simbolo, siamo al centro del fenomeno legato ai "consumi di rivalsa" post-Covid: un effetto traino da intercettare e da cui ripartire consolidando ancora di più le quote di mercato.
Strategie Digitali per l'Export dei vini Italiani: il Marketplace B2B per l'incontro tra domanda e offerta
Un'altro forte trend che riguarda il settore food & beverage è la digitalizzazione della comunicazione B2B (business-to-business), soprattutto se pensiamo all'incontro tra domanda e offerta internazionale. Per questo motivo Italian Food News supporta i produttori artigianali con un marketplace digitale, con vantaggi per produttori e buyer che possono interagire in modo diretto.
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