Il mondo della grappa e degli spirits italiani si prepara ad accogliere con entusiasmo l'entrata in vigore del Decreto del MASAF. Il provvedimento, pubblicato di recente in Gazzetta Ufficiale, istituisce la tutela delle indicazioni geografiche per le bevande spiritose, un passo significativo che colma un vuoto normativo e promette di portare innovazioni al settore.
Molti operatori lamentavano la mancanza di una procedura per il riconoscimento dei consorzi di tutela per le bevande spiritose ad indicazione geografica (IG). Grazie alla costituzione e al riconoscimento dei consorzi di tutela, con una normativa che porta la grappa e le bevande spiritose su un piano omogeneo rispetto ai prodotti alimentari e vitivinicoli IG, la grappa potrà contare su attività di tutela e promozione più efficaci (anche a livello Europeo, grazie al nuovo regolamento UE sulle indicazioni geografiche).
L'equiparazione dei consorzi per le bevande spiritose IG a quelli del vino rappresenta un passo significativo verso la valorizzazione e la preservazione dell'identità di questi prodotti italiani amati in tutto il mondo. Questo provvedimento, infatti, consentirà l'implementazione di misure concrete per proteggere la denominazione di origine della grappa e garantire la sua autenticità e qualità sul mercato nazionale e internazionale.
Il lungo processo che ha portato al raggiungimento di questo importante traguardo, riflette la determinazione e l'unità degli operatori del settore nel perseguire obiettivi comuni, come sottolineato da Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale di Tutela della grappa:
Le IG bevande spiritose come la Grappa - sottolinea per parte sua Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale di Tutela della grappa - vantano centinaia di anni di storia, tramandati di generazione in generazione e costituiscono l'emblema del patrimonio agroalimentare tricolore.
La grappa rappresenta un prodotto unico nel panorama internazionale, essendo esclusivamente di origine italiana. Questo distillato si integra perfettamente con le politiche europee sulla sostenibilità, in quanto è ottenuto dalla distillazione delle vinacce, il principale sottoprodotto della produzione vinicola, che altrimenti andrebbe sprecato.
Il riconoscimento di queste qualità e le eccellenti potenzialità trovano conferma nel crescente interesse da parte dei mercati internazionali. Dagli ultimi dati divulgati dal AssoDistil (associazione che riunisce le principali aziende che producono distillati), le esportazioni della grappa hanno segnato un impressionante aumento del 32%, confermando il suo ruolo di ambasciatrice della tradizione e dell'artigianato italiani.