La nuova riforma doganale, che entrerà in vigore alla fine dell'estate, introduce importanti novità per semplificare le procedure di import-export e facilitare l'accesso ai mercati internazionali. Questa misura, infatti, mira a ridurre la complessità normativa e gli adempimenti burocratici, e a migliorare l'efficienza dei controlli doganali.
Una delle principali novità della riforma doganale è la significativa riduzione del numero di articoli e la creazione di un quadro normativo più semplice e aggiornato. Prima della riforma, le imprese dovevano confrontarsi con i 352 articoli del TULD (DPR 43/73) e numerosi vincoli legislativi, alcuni dei quali risalenti al Regio Decreto 65/1896 e superati dal Codice Doganale dell'Unione (Reg. UE 952/2013). Con la nuova riforma, si è ridotto il numero di articoli a 122, offrendo indicazioni più chiare e univoche.
Vediamo nel dettaglio quali sono le norme previste, in che modo si allineano con la normativa europea vigente, e gli effetti della nuova riforma sulle imprese.
Sportello Unico Doganale e maggiore efficienza nei controlli
Lo Sportello Unico Doganale (SUDOCO), è una piattaforma informatica introdotta per semplificare le procedure di import-export, rendendo il processo completamente digitalizzato.
Questo sistema permette di migliorare l'efficacia dei controlli doganali e facilitare l'accesso delle imprese ai mercati internazionali. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) potrà coordinare con maggiore efficienza le diverse amministrazioni coinvolte nel controllo delle merci in entrata e uscita nell'ambito intra-UE. La collaborazione tra ADM, enti pubblici e operatori economici sarà ottimizzata, riducendo i ritardi nei controlli, i tempi di consegna e le penali dovute ai ritardi.
Novità nel sistema sanzionatorio
Un'altra importante novità introdotta dalla riforma doganale è la revisione del sistema sanzionatorio, ispirata al principio di proporzionalità delle sanzioni rispetto alla gravità delle violazioni. Le sanzioni amministrative variano tra l'80% e il 150% dei diritti di confine dovuti, con specifiche attenuanti:
- riduzione di un terzo quando i maggiori diritti di confine sono inferiori al 3% di quelli dichiarati.
- azzeramento della sanzione se i diritti di confine dichiarati sono pari o superiori a quelli accertati.
Trattamento delle Violazioni Penali
Le violazioni con diritti accertati superiori a 10.000 euro o che implicano forme aggravate di contrabbando saranno segnalate all'autorità giudiziaria. Questa dovrà stabilire se la violazione ha rilevanza penale e se è stato commesso dolo. Le violazioni colpose, invece, saranno classificate come illeciti amministrativi.
In tutti i casi di contrabbando, sia in caso di omessa dichiarazione (art. 78) che in caso di dichiarazione infedele (art. 79), è prevista la confisca dei beni coinvolti.
IVA all’Importazione: da tributo a diritto di confine
Una delle novità più rilevanti della riforma doganale è l'inserimento dell'IVA all'importazione tra i diritti di confine. In pratica, l'IVA all'importazione, attualmente considerata un tributo interno, sarà equiparata a un diritto doganale. Fanno eccezione le merci destinate a essere immesse in consumo in un altro Stato UE (come nel regime doganale 42) o introdotte in un deposito IVA, dove l'IVA è assolta dall'acquirente finale solo al momento dell'estrazione dei beni dal deposito.
Nuove procedure di riscossione dei tributi
La riforma introduce nuove procedure per la liquidazione, l'accertamento e la riscossione dei tributi doganali, rendendo il sistema più efficiente e meno oneroso per le imprese. Viene inoltre potenziato il sistema di rappresentanza doganale, migliorando il supporto agli operatori del settore.
Per ulteriori dettagli e approfondimenti, è possibile consultare lo Schema di Decreto Legislativo, pubblicato sul sito della Camera dei deputati. Il documento contiene tutte le modifiche e le nuove disposizioni previste dalla riforma doganale.